Passa ai contenuti principali

#ISuggerimentiDiCasaLettori



Difficile leggere “Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione” senza restare intrappolati nella ricerca spasmodica di domande che Concita De Gregorio pone a se stessa e a coloro che insieme a lei vogliono attraversare il sentiero della conoscenza antropologica e psicologica dell'essere. Un viaggio etimologico della personalità depauperata dagli orpelli della rappresentazione sociale. Partendo dal selfie fino al arrivare al percorso intrapreso dalle più rappresentative fotografie del nostro tempo si cerca di capire cosa è rimasto dell’io, quanto si nasconde o si svela dietro uno scatto. La rete con il vizioso gioco delle apparenze sta facendo perdere di vista il soggetto con le fragilità, paure, invocazioni di aiuto. Con il linguaggio cristallino della giornalista che non si tira indietro davanti alla realtà, Concita sceglie di incontrare diverse artiste dell'obiettivo.  Nascono storie di vita, quel “cercarsi, mancarsi, incontrare, incontrarsi”. Il libro, pubblicato da Contrasto, accosta parole a immagini in una vertigine crescente di simbologie. Quel volto che si deforma nel suo doppio per Dora Maar è la frantumazione di un amore impossibile, mentre in Claude Cahun è “specchio, che ti mostra uguale e diversa”. La scarnificazione del nudo in Francesca Woodman o in Hélene Amouzou perpetua l'atto della nascita, l'incontro con la Madre. Sfilano le testimonianze, i ricordi e si ha la sensazione di assistere in differita al film delle nostre esistenze. “Quello che vediamo è la proiezione di quello che abbiamo dentro: lo sguardo è la traccia della nostra storia”. Resta da chiedersi se dietro ai profili social riusciamo ancora a rivelare la nostra preziosa diversità.




Commenti

Post popolari in questo blog

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"Volevamo magia" Matteo Quaglia Nottetempo Editore

  "Volevamo magia"  Matteo Quaglia  Nottetempo Editore  "La realtà non ci era sufficiente, eravamo alla costante ricerca dell’incanto. Volevamo incrinare lo specchio. Volevamo magia." Matteo Quaglia al suo esordio narrativo racconta stati d'animo e disorientamenti di una generazione alla deriva. Lo fa con uno stile compatto e una forte competenza letteraria e cinematografica. "Volevamo magia", pubblicato da Nottetempo Editore, è la ricostruzione di un tempo storico, il viaggio verso il senso dell'esistenza, la ricerca smaniosa di quel quid che forse non esiste. Ambientato a Trieste, il romanzo non perde mai l'oggettività. L'oggi è immobile, disarmonico, sfuggente. Non è casuale la figura di Ludovica, donna dalle mille sfumature e dai tanti misteri. Per il protagonista è l'irraggiungibile, il controcanto, lo spazio illusorio di una via di fuga. Il libro scatena riflessioni e interrogativi. Costringe a guardare oltre il monotono fluire de...