"Non ho mai ceduto alla tentazione di dare al mio pubblico ciò che potevo immaginare desiderasse." La libertà espressiva che tanto abbiamo amato in Bret Ellis Easton in "Bianco", pubblicato da Einaudi, è esplosiva. Si palesa subito la personalità prorompente di una delle voci letterarie più autentiche del nostro secolo. Definire il genere del testo è impossibile: saggio, reportage di un'epoca, memoriale, romanzo. In ogni capitolo sono cosí tanti gli spunti di riflessione che è ardua impresa provare a concentrarli in una sintesi testuale. L'infanzia negli anni 70 quando "non esistevano genitori - elicottero": un'autonomia che faceva crescere in fretta senza perimetri affettivi vincolanti. La passione per i film horror che, abbattendo una geografia ancestrale, componevano un puzzle a volte surreale, utile ponte per attraversare il paese dell'innocenza affinando l'ironia. La scrittura come lungo esercizio di ricerca in un ...
Le recensioni dei libri che amo