"Ogni istante è una vita"
Susan Abulhawa
Fazi Editore
"Gaza non è solo un luogo geografico o un fatto politico: è una ferita che interroga la coscienza umana. È la misura di quanto siamo disposti a vedere, a sentire, a riconoscere il dolore dell’altro come parte del nostro stesso destino."
La prefazione di Tomaso Montanari a "Ogni istante è una vita", pubblicato da Fazi Editore, ci mette di fronte ad una sfida.
Siamo capaci di ritrovare nella tragedia degli altri la nostra umanità?
Riusciamo a provare pietas e a chiedere pace per il popolo palestinese?
Leggere questo testo significa scegliere di ascoltare la voce dei superstiti.
La giornalista e scrittrice Susan Abulhawa, autrice di "Ogni mattina a Jenin", non si limita a proporre un saggio ma, dopo aver sperimentato dei corsi di scrittura creativa, raccoglie 18 racconti di uomini e donne che stanno vivendo un genocidio.
Colpisce non solo la qualità delle storie ma la capacità di far sentire "esperienze immersive, in grado di attirare il lettore nel cuore della storia."
Viene registrato lo stato d'animo in un preciso momento.
E noi viviamo le percezioni, i suoni, gli odori.
Una terapia collettiva che ci riguarda e ci costringe ad esserci.
Ogni racconto è un microcosmo dove il dolore si sublima e si fa dono.
Splendida la postfazione di Viola Ardone.
Lasciate fuori pensieri e pregiudizi e immergetevi nella narrazione.

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