"Cose di famiglia"
Sara B. Elfgren
Marsilio Editore
"Quando mi arrivò una sorella della mia stessa età avevo quattordici anni. Per i primi quattro anni della mia vita c’eravamo stati solo io, la mamma e il papà. Alla nascita di mio fratello Egon ne avevo compiuti cinque da poco. Nove anni più tardi avevo scoperto l’esistenza di Nia."
"Cose di famiglia", pubblicato da Marsilio Editore e tradotto da Laura Cangemi, ha la struttura di un thriller psicologico con forti risonanze emotive.
Fin dalle prime pagine Miriam, voce narrante, mostra la sua fragilità in seguito alla fine di un amore durato dieci anni.
Il tradimento è elemento portante nella narrazione, come un virus che viene da lontano.
Quando la protagonista viene invitata in un'isola dalla sorellastra Nia i sentimenti sono contrastanti.
Si potranno sanare ferite antiche, si potrà ritrovare l'intesa?
Tanti sono i simbolismi celati nel testo ed è una caccia al tesoro mentre la trama scorre veloce.
Il luogo circondato dal mare può essere una prigione o uno spazio di consapevolezza.
La Natura che incombe minacciosa è specchio di una burrasca interiore.
Il marito di Nia è emblema della violenza e prevaricazione maschile.
Sara B. Elfgren ha scritto fantasy per ragazzi.
È stata candidata all'August Prize e al Nordic Council Literature Prize.
È tradotta in diversi paesi ed è considerata una delle voci letterarie più autorevoli svedesi.
L'impianto scenico ha un marcato accento gotico, le atmosfere si ricollegano al genere horror, la scrittura sale di tono nei momenti giusti.
Quello che colpisce è la capacità di sventare e denunciare la manipolazione affettiva, la difficoltà a dimenticare il passato, la necessità di fare scelte dolorose ma indispensabili.
Le figure maschili propongono modelli di anaffettività creando una distorsione letale nelle relazioni.
E le donne?
Lo scoprirete leggendo questa storia che vi farà riflettere sul male, spesso troppo vicino a noi.

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