"Un amuleto per i giorni felici"
Kaye Gibbons
La Nuova Frontiera
Madre, figlia, nipote: sono loro le protagoniste di "Un amuleto per i giorni felici", pubblicato da La Nuova Frontiera e tradotto da Raffaella Vitangeli.
Ambientato nell'America rurale tra la Grande Depressione e la Seconda Guerra mondiale è un affresco da non confondere con una saga familiare.
Le dinamiche che muovono il testo sono legate alle figure femminili.
Ci si innamora subito di Charlie Kate, la matriarca, levatrice e guaritrice.
Determinata, spinta dal desiderio di aiutare gli altri, è colei che vorremmo come amica.
Quando il marito, schiacciato dalla superiorità della moglie, decide di abbandonarla, lei continua la sua strada tra partorienti ed erbe curative.
Ha saputo affrontare dolori familiari come la perdita della sorella gemella senza lasciarsi prendere dal gorgo del dolore.
Legge due libri a settimana, sostiene le campagne vaccinali nelle scuole, si inventa terapeuta anche dell'anima.
Sophia ha un animo romantico che le costa un matrimonio sbagliato.
A dare voce alla narrazione la giovanissima Margaret.
Scorre la trama con leggerezza come una favola antica.
E nell'intreccio di queste esistenze riusciamo a cogliere così tanta umanità da restarne abbagliati.
C'è il desiderio di vivere, di affrontare la quotidianità con sguardo aperto.
Kaye Gibbons racconta la modernità femminile come una normalità in un universo dove gli uomini sanno solo fuggire.
Ho apprezzato molto la scrittura limpida, lineare, ricca di piccoli dettagli.
Da leggere per imparare che non bisogna sopravvivere ma crearsi un futuro.

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