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"Diari alfabetici" Sheila Heti il Saggiatore

 


"Diari alfabetici"

 

Sheila Heti

 

il Saggiatore 



 


"Basta controllo. Basta così. Basta Facebook. Basta misticismo, o almeno non a questi livelli. Basta recitare una parte. Basta Twitter. Basta usare il libro come scusa per qualunque cosa, perché un libro ci sarà sempre."

Sheila Heti sceglie di smontare la forma classica della diaristica proponendo un testo rivoluzionario.

"Diari alfabetici", pubblicato da il Saggiatore e tradotto da Federica Aceto, mette insieme le pagine non seguendo la classica cronologia.

Si parte dalla lettera A fino alla Z in un esercizio di scrittura che ricorda Queneau.

Frammenti che raccontano più di un romanzo con un'inizio e una fine.

Frasi lunghe si accompagnano a riflessioni sui massimi sistemi dell'esistenza.

Emerge il quadro di una società dispersa che si specchia negli altri.

"Bisogna cominciare in piccolo, cominciare oltre se stessi. Bisogna essere insieme artisti e guerrieri. Bisogna guardare la cosa in profondità e chiedersi: in cosa consiste la sua bruttezza, e in cosa la sua bellezza?"

Accelerazioni mentali, flash di incontri, amori fugaci, sogni che si travestono in allusioni.

Un libro che si legge come una passeggiata fuori dai confini di una letteratura spesso troppo articolata.

Un viaggio da fare assolutamente.

Complimenti all'autrice.

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