"Indietro nel tempo"
Judith Hermann
L'Orma Editore
"Mio nonno risiede in un limbo, e io mi domando, avrei potuto dire a mia madre, mi domando seriamente se pensando a lui lo redimo. Mio nonno è a tutti gli effetti un caso irrisolto."
Struggente e bellissimo "Indietro nel tempo", pubblicato da L'Orma Editore e tradotto da Teresa Ciuffoletti, è un atto di ribellione alla rimozione.
Judith Hermann ha il coraggio di affrontare il passato e di squarciare il silenzio omertoso costruito intorno alla figura del nonno materno.
Attraverso un tatuaggio nel braccio e una scatola di foto sbiadite prova a fare luce su questo parente che ha aderito alle SS, ha vissuto a Random, in Polonia ed ha partecipato alla persecuzione degli ebrei.
Va nei luoghi dove si è perpetrato lo sterminio, cammina nelle strade, prova ad immaginare.
Un viaggio dove si percepisce il dolore di chi sa che affronterà il buio.
"Chi ero, io, a Radom – ero un’autrice o non lo ero, una figlia ormai cresciuta, una nipote, una donna con dei genitori anziani, dei nonni defunti, ero forse vecchia. Certo che ero vecchia."
Il confronto con la madre mostra reticenza e incapacità di ricordare.
Tutta la famiglia, compresa la sorella, fa un passo indietro, si schiera con chi preferisce dimenticare.
Il libro è testimonianza soggettiva che assume valore storico.
Chi ha letto "L'amore all'inizio", definito da "The Indipendente" il magistrale ritratto di un'ossessione", sarà sorpreso dal cambiamento di rotta della scrittrice.
È lei voce accorata nella terra della dimenticanza.
Non assolve e non si perde in retorici giudizi morali.
È come se volesse purificare sé stessa e la sua generazione da una macchia indelebile.
Il finale aperto è spiazzante e denso di emozioni.
È un invito a rileggere la Storia che ci appartiene con determinazione, con il desiderio di dare un volto ai carnefici di ieri e di oggi.

Commenti
Posta un commento