"Il cavaliere svedese" Leo Perutz Adelphi Editore Leo Perutz, austriaco di origine ceca, era un matematico e nelle sue opere si evidenzia una prospettiva scientifica. Ripubblicato da Adelphi Editore grazie alla traduzione di Elisabetta Dell'Anna Ciancia, "Il cavaliere svedese", è considerato il miglior libro dell'autore. Apprezzato da Borges il romanzo penetra nel misterioso mondo fantastico senza trascurare un atto di accusa ad ogni forma di potere. « Per me tutti i nobili sono degli scioperati, e non darei un soldo per il loro onor di gentiluomini» . Ambientato nel Settecento ha un taglio storico molto preciso ma l'elemento innovativo è la sostituzione di identità che prevede un cambiamento nella scala sociale dei due protagonisti. Figura determinante è quella dell'antagonista che rimanda a visioni apocalittiche e grottesche. Una trama che solo ad una prima lettura distratta può risultare dispersiva, costruita ad incastro in un'alterna...
"Nulla da invidiare" Barbara Demick Iperborea È incredibile che una nazione di ventitré milioni di abitanti possa sembrare disabitata come un oceano. La Corea del Nord è semplicemente un vuoto." Barbara Demick, corrispondente del Los Angeles Times, ha impiegato 7 anni per comporre "Nulla da invidiare", pubblicato da Iperborea e tradotto da Valentina Ricci. Arrivando in Corea comprende che esistono la luce e il buio. E quel buio fitto è rappresentato dalla Corea del Nord. Attraverso le interviste ad oltre cento rifugiati la giornalista comprende cosa significa la dittatura. Ogni voce fa emergere un paese senza speranze, affamato, privato da ogni forma di libertà individuale. Il libro non può considerarsi un reportage. È la narrativa del reale che si fa testimonianza dolorosa. Ci sono episodi che per noi occidentali sembrano surreali ma sono tragicamente veri. " Nella cupa visione futuristica di 1984, Orwell descrive un mondo in cui il colore è p...