"E prese fra le dita la notte" Daniela Stefanutto Lindau " Ricordare lui, il suo vestito di velluto color mattone, gli occhiali con la montatura dorata, la posa studiata con cui teneva la sigaretta. Era un modo per sentire di nuovo la sua voce e le sue storie, per riportarlo in vita." Daniela Stefanutto non racconta soltanto le vicissitudini del cugino Giuseppe, inseguito dai suoi fantasmi mentali. È il ricordo dell'uomo che credeva nelle storie e nella parola, che nella scrittura cercava di dipanare i conflitti interiori. È il racconto di un tempo antecedente a Franco Basaglia quando ancora i manicomi erano luoghi di detenzione. È il desiderio di capire cosa può portare alla follia e come arginarla. È voce corale costruita attraverso una accurata e severa ricerca storica. Entriamo con l'autrice nel manicomio di San Servolo, accompagnati da un senso di vertigine e di smarrimento. Quell'edificio fatiscente è ancora impregnato di umori e sofferenze. ...
"Triste non è la parola giusta" Gabriel Abreu SUR "Ti scrivo e ti mando questa lettera per provare a ritrovare, nella mia voce, la tua." " Triste non è la parola giusta", pubblicato da SUR e tradotto da Dea Merlini, è un romanzo meraviglioso, poetico, straziante. Il figlio cerca di ricomporre l'esistenza della madre, affetta da una grave degenerazione neurologica. " Resto in silenzio, proprio come te, sopportando questo insopportabile e lungo addio." Attraverso un diario, foto, vecchie lettere il protagonista prova a ritrovare quel che resta della donna e di sé stesso. Frasi brevi come dei sussurri scandiscono le pagine. L'uso della terza persona singolare ha un valore affettivo. Distanziarsi per ricomporre, cercare di afferrare quello che c'è stato e quello che resta. Il romanzo modula la voce e la struttura cambiando inflessione e in questa scelta stilistica si percepisce il bisogno di trasformare l'esperienza intima in ...