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"Il fratello leggendario" Bernardo Notargiacomo Atlantide

 


"Il fratello leggendario" 

Bernardo Notargiacomo 

Atlantide 





"Non sapevo certo che alcuni buchi neri possono spalancarsi nell’anima e inghiottirti da dentro, come finestre su un abisso dal quale farsi ipnotizzare e in cui alla fine saltare. Allora era presto per capire certe cose."


La vera letteratura deve indicarci strade alternative a quelle che siamo abituati a percorrere.

"Il fratello leggendario", pubblicato da Atlantide, non solo risponde a questo requisito.

Riesce a regalarci la poetica della perdita sublimata da una scrittura lacerante e poetica.

Il pathos è un controcanto, una carezza che riesce a lenire i nostri dolori.

Colma quel buco nero che si spalanca quando la persona amata non c'è più.

Ci restituisce la tenerezza, la memoria, il bisogno di trascendere la morte.

Bernardo Notargiacomo trasforma la sua esperienza in una narrazione che ci coinvolge, ci trascina, ci commuove e ci fa sentire vivi.

La morte del fratello Giorgio viene rielaborata dal bambino di undici anni.

Lo sguardo spento della madre, il nascondimento del padre che non trova parole per esprimermi quel grumo infuocato che lo opprime diventano necessari oggetti di osservazione.

"Guardai il suo posto vuoto e pensai che così non avrebbe mai funzionato. Non era quello il modo giusto. Una maniera migliore io l’avrei conosciuta presto, ma senza poterla rivelare a nessuno."

Quel ragazzino sperimenta l'altrove, impara a farsi spazio tra reale e irreale, spezza la linea temporale e inventa un nuovo modo di sopravvivere.

E noi con il cuore colmo di gratitudine ci facciamo piccini e insieme a lui sorvoliamo l'impossibile, interpretiamo i sogni, ascoltiamo voci che ci invitano ad andare avanti.

Vi invito a sentire le meravigliose parole di Simone Caltabellotta, direttore editoriale di Atlantide.

Sono certa che vi trasmetterà la bellezza e la purezza del testo.

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