"Lo speziale di Steinbrueck"
Matteo Mantoani
Fazi Editore
"Ecco il mio paese natale, il luogo che mi ha visto sgambettare senza scarpe alla ricerca di giochi spensierati da bambino, quando non avevo cambiato ancora nome e mi chiamavo ancora Giacomo, come mio padre, l’uomo che non ho mai conosciuto."
Ambientato in Friuli nel 1738, "Lo speziale di Steinbrueck", pubblicato da Fazi Editore, è l'impeccabile ritratto di un'epoca e di un contesto sociale.
È una analisi molto accurata del protagonista che viene mostrato attraverso diverse sfaccettature.
Incontriamo Gottlob Kramer all'inizio del romanzo come "mercante di passaggio".
Si trova ad assistere al ritrovamento di un corpo femminile riverso senza vita.
Da queste prime pagine immaginiamo lo sviluppo di un noir.
Se è vero che il mistery ha un ruolo di rilievo nell'evoluzione della trama, Matteo Mantoani scruta nell'animo dei suoi personaggi.
Nel raccontare l'infanzia del protagonista evidenzia le condizioni di estrema povertà e i sogni di un ragazzino che vuole evadere dal paesino di origine, Orgnasso.
Di fatto abbiamo due storie che scorrono parallele e ci permettono di conoscere lo sviluppo psicologico di Gottlob.
Di grande effetto scenico è l'uso della prima persona singolare, schietta, sincera.
È come se i pensieri e le elucubrazioni mentali diventassero pilastri strutturali.
La scrittura è materica, affilata.
Un esordio narrativo sbalorditivo, una verve narrativa prodigiosa, un viaggio nel passato privato e pubblico.
Mi è piaciuto tantissimo, complimenti all'autore.

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