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"Un'estate in montagna" Elizabeth von Arnim Rizzoli

 


"Un'estate in montagna"

 

Elizabeth von Arnim

 

Rizzoli



 


"scrivere come se ci si rivolgesse a un amico affettuoso, ci fa sentire meno soli. Perché ho paura della solitudine, una paura tremenda, spaventosa. Non mi riferisco alla normale solitudine fisica; dopotutto, ho lasciato volutamente Londra per cercarla, per godere della sua spaziosità e del suo potere curativo. Intendo piuttosto quella terribile solitudine dello spirito che è la somma tragedia della vita."

Luglio 1919, Elizabeth si rifugia nel suo chalet sulle Alpi svizzere.

La guerra è appena finita lasciando ferite ingombranti.

A farle compagnia due domestici e il cane Mou Mou.

La donna annota nel diario i suoi pensieri dando voce ad una solitudine insopportabile.

Ma qualcosa accade a rompere questa monotonia.

Due sorelle entrambe vedove vengono accolte in casa e giorno dopo giorno diventano famiglia.

"Un'estate in montagna", pubblicato da Rizzoli e tradotto da Roberta Zuppet, ha l'inconfondibile ritmo narrativo di Elizabeth von Arnim.

I cambiamenti di tonalità, il passaggio da una scrittura intima ad una commedia deliziosa, la capacità di fulminare con una frase e di divertire con un sarcasmo che colpisce il bersaglio.

I colori dei luoghi, una meditazione che non è mai chiusa in sé stessa ma si apre a ventaglio, le opportunità che arrivano inaspettate rendono il testo molto scorrevole e piacevole.

Quello che mi ha colpita è la rotazione interiore della protagonista che esce dal suo guscio e torna a vivere l'attimo con le sue incredibili sorprese.

Tre donne che imparano il codice dell'amore fraterno e della condivisione.

Da leggere per imparare l'arte della vita.

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