"Le belle promesse"
Pierre Lemaitre
Mondadori
Con "Le belle promesse", pubblicato da Mondadori e tradotto da Elena Cappellini, si conclude una quadrilogia.
Il libro, che ha riscosso enorme successo in Francia, ripropone la famiglia Pelletier come protagonista collettiva.
Rispetto ai precedenti romanzi l'attenzione ai risvolti psicologici è molto più accentuata.
L'evoluzione o l'involuzione degli aspetti caratteriali è dominante.
Che Pierre Lemaitre sappia scrivere non ci sono dubbi.
La cosa che colpisce è la capacità di mettere insieme diversi generi letterari.
Il romanzo si apre trasformando Jean da inetto a eroe.
Durante un incendio rischia la vita per salvare un neonato.
Primo elemento di riflessione: è sempre il caso che modifica i comportamenti o anche nelle persone più banali può sorgere la scintilla della bontà?
Il fratello di Jean, scrittore affermato, è tormentato dai dubbi su certi omicidi seriali.
Barcolla così il sistema famiglia e cosa ancora più interessante, Geneviève, moglie di Jean, mostra finalmente i suoi spigoli.
Nell'evoluzione della trama dove non mancano i colpi di scena l'atmosfera si fa cupa e mostra evidenti spaccature in un'affettività che è più di facciata che reale.
L'autore smaschera mediocrità, cattiverie, disturbi emotivi mantenendo un ritmo lineare.
Mostra i cedimenti del boom economico che aveva fatto fiorire speranze.
Gli si perdona qualche forzatura letteraria se si considera il testo come una provocazione che investe affetti, famiglia, società.

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