Passa ai contenuti principali

"La nebbia di Rio" Sarvish Waheed Accento Editore

 


"La nebbia di Rio"

 

Sarvish Waheed

 

Accento Editore 



 


"Osserva le foglie fuori che si muovono nell’aria, le vede e pensa a come sarebbe essere come loro, a come sarebbe volare ed essere leggeri."

Raja e quel padre violento.

Lo sguardo della madre che cerca alla finestra un po' di pace.

La scuola e le parole estranee, nuove.

Gli amici, Giacomo e Laura, quel loro parlottare basso.

Stare insieme abbattendo barriere sociali e culturali.

Rio Salice e la casa con i muri scrostrati, il caldo che si appiccica alla pelle.

Reggio Emilia e forse una speranza.

In un incedere a frammenti "La nebbia di Rio", pubblicato da Accento Editore, racconta l'esistenza dei personaggi in una quotidianità che si sfalda in piccoli momenti.

Un film in bianco e nero in una mescolanza di culture.

Il Pakistan è la terra lontana, è il volto di chi arranca in salita.

È incomprensibile e ostile.

La provincia emiliana è il non luogo, la cocaina che devasta le menti, il freddo che si insinua impietoso.

La città è forse una promessa che sussurra "resisti."

Ogni scena diventa importante, traccia segni che restano eterni.

Ho apprezzato molto il romanzo perché ha una voce pacata.

Non urla rabbia o dolore, ma fa percepire il disagio, quel volere essere adulti, quel cercare la strada del bene, quella luce dei sentimenti, quei legami che non sono di sangue.

Sarvish Waheed, italiano figlio di pakistani, sa coinvolgere con una scrittura semplice, incisiva.

Racconta il suo mondo senza enfasi o pietismi.

Mostra il buio e la luce, la verità e la menzogna, il sogno e la paura.

Parla di noi, aggrappati a tutto ciò che ci fa sentire umani.

Commenti

Post popolari in questo blog

"La ricreazione è finita" Dario Ferrari Sellerio Editore

  "La ricreazione è finita" Dario Ferrari Sellerio Editore  " Ogni generazione fa storia a sè." La storia di ognuno evolve attraverso trame imprevedibili legate anche al contesto sociale, agli sviluppi culturali e politici. Dario Ferrari è bravissimo a tracciare una demarcazione tra l'esistenza di nonni e genitori e quella sgangherata e inconcludente del suo protagonista. Sceglie Marcello che con una verve ironica notevole si racconta senza celare il disagio per il tempo che passa inesorabile. Trent'anni e poche certezze, una fidanzata e gli studi all'università di Lettere. A dare una svolta al suo destino sarà una borsa di studio che lo porterà ad indagare su un terrorista, un certo Tito Sella. Morto in carcere ha diverse zone d'ombra che devono essere approfondite. Si fronteggiano due figure diversissime e in questo lento svelamento c'è il bisogno di comprendere un'epoca e i suoi ideali. "La ricreazione è finita", pubblicato da Se...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...