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@igiabas racconta #Adua a @CasaLettori

@GiuntiEditore




1) perché racconta una fase della storia italiana che spesso si vuole colpevolmente dimenticare.

2) Per sentire da vicino il profumo di Canella e cardamomo della Somalia prima della guerra civile. La Somalia negli ultimi anni è diventata sinonimo di inferno, caos, anarchia di sangue. tutti pensano a lei come alla parola guerra. Somalia fa paura. Ma non era sempre così. Era un paese bellissimo e solo lì a notte fonda le stelle sembravano noci.

3) per scoprire che l'italiano è una lingua contemporanea, che può ospitare altre lingue al suo interno (nel caso di Adua il somalo) senza tradirsi. Una lingua spugna che assorbe, ma non cambia forma. Ed è così attraverso questa lingua duttile che Dante può conversare con l'Oceano Indiano.

4) Perché ci sono tanti animali. A partire dall'elefantino che ascolta la storia.

5) perché i migranti non sono cifre, ma persone.


Il tempo si dilata oscillando tra presente e passato in un susseguirsi di immagini che alla Storia danno sembianza vitale.
Due figure si alternano con voci accorate, svelando timori, paure e ferite ancora sanguinanti.
Schiavitù vecchie e nuove si frantumano in una frenetica ricerca di identità.
L'urgenza della parola è svelamento e ricongiungimento.
L'abbraccio si trasforma in accettazione di un amore negato.
Adua ci appartiene, è il coraggio di guardare oltre, la speranza di vivere l'oggi senza dimenticare le origini, la ricchezza della diversità, l'orgoglio di raccontare una terra antica.
Grazie Igiaba

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