Passa ai contenuti principali

"Il banchiere" Régis Jauffret Edizioni Clichy





Duro, inquietante, scritto con la volontà di penetrare e scavare nelle zone più buie della seduzione. Leggendo "Il banchiere" (Edizioni Clichy) non si riesce a capire quanto è reale e quanto è inventato. Una donna, oggetto del piacere, ed un uomo potente, inavvicinabile: dalla loro storia nasce una trama ambigua, dominata dall'edonismo.
Chi è la vittima e chi è il carnefice? Quanto è inesplorato il mondo delle escort? Esiste un limite alla perversione?
Régis Jauffret ribalta e mostra la vera faccia della morale. Mette in scena un omicidio, ne registra ogni attimo, crea l'aspettativa del noir. Incatena il lettore giocando con l'invenzione di parole, frasi, immagini. 
A tratti fa intravedere la sofferenza della protagonista, il bisogno di amore ma sono piccole scintille di luce. 


A dominare la scenografia c'è il non senso della relazione, quando la libertà è decisa dal destino, quando la corruzione del denaro profana ogni sentimento. 
"Vivere è un'odissea. Dobbiamo sapere quali sono le nostre armi e imparare a riconoscere i punti deboli nelle corazze degli altri". La chiave di lettura convincente in un libro che merita di essere letto perchè esce dai canoni imposti da una falsa etica.

Commenti

Post popolari in questo blog

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"La Cecilia" Michela Panichi Nottetempo Editore

  "La Cecilia"  Michela Panichi  Nottetempo Editore  Riconoscere il proprio genere o accettare la propria diversità. È questo il dilemma di Cecilia durante la sua vacanza ad Ischia. Vuole capire cosa si nasconde dietro la sensualità, quali cambiamenti fisici e mentali avvengono in pubertà. A rendere più complessa la sua ricerca c'è il rapporto complicato dei genitori. Lui il traditore, lei pronta a non vedere. L'incontro con Alba si trasforma in un'attrazione vertiginosa e nella scelta di fingersi maschio. "La Cecilia", finalista alla XXXVII edizione del Premio Italo Calvino, pubblicato da Nottetempo Editore, è una storia delicata, introspettiva. È lo specchio dell'adolescenza che deve fare i conti con l'età adulta nella solitudine. È l'aggressività che spesso è semplice paura. È l'assenza di figure di riferimento, l'incapacità di raccontarsi. Michela Panichi è interprete di un disagio e dando voce a Cecilia ci aiuta a comprendere i n...