"Una splendida rovina"
Vincenzo Latronico
Einaudi Editore
Mi è piaciuto tantissimo "Una splendida rovina", pubblicato da Einaudi Editore, perché ha diversi moduli interpretativi.
È una storia dentro altre storie ed ognuna si collega all'altra grazie all'abilità creativa di Vincenzo Latronico.
Un trentenne con ambizioni letterarie ha necessità di trovare il suo centro di gravità.
Cambia luoghi, città alla ricerca di qualcosa che continua a sfuggirgli.
Si convince che tutto funzioni forse per paura di cedere all'insoddisfazione, di sentirsi un fallito.
Questa è una delle intriganti strategie narrative.
Altrettanto interessante è la storia d'amore del protagonista con Elsa, figura che ha la capacità di tranquillizzarlo.
Dopo diverse avventure acquistano un maniero in rovina con l'idea di ristrutturarlo.
Lo scrittore usa una simbologia geniale.
In quel luogo che cade a pezzi è riflesso non solo un progetto irrealizzabile ma anche i frammenti di personalità che non sanno cosa vogliono veramente.
Ma l'elemento più interessante del romanzo è la riflessione del rapporto tra verità vissuta e immaginata.
Qui entra in scena una filosofia innovativa sul concetto di narrativa.
"Forse lo scopo fondamentale di ogni storia è questo – trovare un senso al fatto, inconcepibile, che il tempo passa. Ma nell’esperienza questo senso non c’è. C’è solo il tempo, che passa."
Credetemi, leggendo troverete altre strade da percorrere, altre stratificazioni metaforiche, altri messaggi in codice.
Complimenti all'autore.

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