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"Quello che non si può dire" Dorothee Elmiger Gramma Feltrinelli

 

"Quello che non si può dire"

 

Dorothee Elmiger

 

Gramma Feltrinelli 



 


"Ma l’orrore, l’orrore risiede per sua natura al di fuori del linguaggio; anzi, ne è, se si vuole, l’opposto, la fine. Per questo anche adesso, in questo momento, non può che fallire nel tentativo di formularlo, di dargli un nome: può solo girargli attorno, come a un buco nero, un vortice impetuoso."


Vincitore nel 2025 del più prestigioso premio letterario  tedesco, il Deutscher Buchpreis, "Quello che non si può dire", pubblicato da Gramma Feltrinelli e tradotto da Nicoletta Giacon, ha il coraggio di portarci nello spazio dove sparisce la ragione inghiottita da un profondo abisso.

Sconfinare in un territorio ambiguo dove ogni cosa perde i contorni non è impresa facile.

Con una genialità che sorprende la svizzera Dorothee Elmiger riesce a comporre una struttura narrativa che ricordando "Cuore di tenebra" sperimenta "un realismo ipnotico" che trascende il reale.

Eccellente la trama che amplifica sensazioni e percezioni.

Un regista teatrale contatta una scrittrice per redigere un testo che registri il viaggio nella giungla tra Panama e la Colombia della compagnia sulle tracce di due giovani olandesi scomparse misteriosamente nel 2014.

In un'atmosfera che sembra surreale si muovono i personaggi e nel narrare le loro storie ingigantiscono la presenza di "un Dio immenso e vuoto, una smisurata assenza."

Ognuno proiettando le sue paure e ossessioni crea un paesaggio perturbante.

Ricorre il tentativo di salvarsi dalla dissoluzione, dall'angosciosa paura di affrontare sè stessi.

Ho trovato il romanzo salvifico perché mostrandoci l'ignoto ci invita ad attraversare le nostre foreste mentali.



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