"Il gioco della conta"
Sinéad Nolan
Fazi Editore
«Tutte le donne scomparse nella foresta in questi anni… sento che c’è un collegamento. Che la foresta volesse uno di noi, e adesso se lo sia preso».
"Il gioco della conta", pubblicato da Fazi Editore nella Collana Darkside e tradotto da Stefano Bortolussi, è un thriller psicologico ad alta tensione.
Difficile abbandonarne la lettura perché ha una fascinazione che mescola suspence e timore.
Ambientato a Drumsuin in Irlanda nel 1995, racconta la scomparsa di una bambina, Jaoirse mentre giocava nel bosco con il fratello minore Jack.
I due ragazzini vivono con la sorella Kate dopo la morte della madre Lucy e l'allontanamento del padre.
Una famiglia disfunzionale dove aleggia una perenne sensazione di disagio.
Nelle ricerche viene coinvolto l'agente Morris ma di fronte all'incapacità di Jack di raccontare gli eventi viene convocata la psicoterapeuta Freya.
A fare da sfondo una comunità chiusa, che si nutre di credenze popolari.
Si crede che la foresta sia abitata dalla Creatura e nella simbologia letteraria questo elemento è fondamentale perché crea un mistero carico di paure ancestrali.
Sinéad Nolan al suo esordio mostra una forte competenza nella scelta dei personaggi.
L'uso alternato della prima e terza persona accentua le differenze emotive, gli stati d'animo.
La descrizione della Natura è vivida, invadente, diventa co-protagonista.
Il libro scava con delicatezza sui traumi infantili, sulle derive fantasiose che spesso alterano la realtà, sui segreti che covano coperti da menzogne e ossessioni.
Il finale inaspettato ci mette in guardia e ci invita a non fermarci alle apparenze.

Commenti
Posta un commento