"Brillare"
Silvia Dai Prà
Mondadori
"Il cielo era rimasto bianco: le montagne sembrava quasi che non ci fossero e le nuvole che si andavano scurendo promettevano pioggia, la solita pioggia di Massa."
Greto, un paesino delle Alpi Apuane.
Silvia viene di rado, si è trasferita a Firenze, incapace di sopportare il carattere irascibile del padre Argo e di ripensare alla morte improvvisa della madre, che ha sempre incassato i colpi della vita senza reagire.
In uno dei suoi rientri temporanei in quella terra senza speranze, Argo scompare.
"Brillare", pubblicato da Mondadori, declinato in prima persona singolare, ha una scrittura compatta, accompagnata da frasi lunghe e da spezzoni di dialogo.
È un viaggio psicologico che mette in scena la teatralità dei personaggi.
La sorella Viola, radicata nel contesto paesano, stordita dall'alcol, succube di una realtà statica.
Orlando che dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, decide di ritornare per dedicarsi alle battaglie civili.
Pure la lapide che ricorda il massacro nazifascista del 1944 dove morirono decine di innocenti è figura retorica che delinea una cultura forse ormai rassegnata.
Silvia Dai Prà dà voce al conflitto della sua protagonista che si trova attraversata da fuochi opposti.
La responsabilità nei confronti della sorella, il timore di essere colpevole della scomparsa del padre, il desiderio di evadere.
I riferimenti letterari fanno da sponda ad una struttura narrativa vivace, forse un po' scontata nel finale, ma capace di restituirci la bellezza e al contempo l'immobilità, la resistenza e la passività, la rabbia e la tenerezza.

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