"Nella regione selvaggia"
Rick Bass
Mattioli 1885
"Non è che lui sia un uomo cattivo, o che io sia una donna cattiva, pensò. È solo che lui è un predatore, e io una preda. È nella natura delle nostre vite restare legate, intrecciate anche a lungo. Ma ora, se voglio sopravvivere, devo correre. Non ho più nulla a che fare con lui. Un tempo sì, ma ora, all’improvviso, ora che sono libera, non è più così."
Ho scelto una frase dal primo dei tre racconti che compongono "Nella regione selvaggia" pubblicato da Mattioli 1885 e tradotto da Paolo Cioni, perché ho avuto la percezione che contenga il senso del testo.
Una donna che fugge, un uomo che la insegue.
Un amore che non sopravvive alla furia animale di lui.
L'Alaska con i suoi paesaggi incontaminati rappresenta una Natura che ci chiama ad esserle amici.
Anche nei due altri racconti al centro c'è la sacralità dei luoghi che diventano le nostre radici.
Si resta senza parole leggendo "Il cielo, le stelle, la wilderness", la storia più lunga che conclude la narrazione.
Protagonista una donna senza nome che ci regala il mistero e il misticismo della terra.
"Non esistono né complicità né innocenza, e nemmeno la morte, esiste solo la vita."
Un messaggio che risuona come una meditazione sul destino e su ciò che ci rende umani.
Il tempo non è lineare, non scandisce il flusso narrativo.
Quello che conta sono i luoghi e il nostro modo di viverli.
Il testo pur essendo stato scritto nel 1997 ha una modernità e una capacità di scuoterci notevolissima.
Rick Bass con una scrittura figurata, pulsante di energia ci invita ad aprire gli occhi e le braccia, a respirare a fondo la brezza vitale che ci circonda.

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