"Gan galà con delitto"
Simone Tempia
Garzanti
"Quattro inviti.
Otto partecipanti.
Uno è immaginario.
Un altro è un assassino."
Pur rispettando le regole del giallo classico "Gran galà con delitto", pubblicato da Garzanti Editore, riesce a modernizzare la struttura grazie ad un brillante utilizzo del linguaggio.
Nei giochi di parole, nelle argute osservazioni, nei dialoghi filosofici il romanzo ha una classe tutta sua.
Paragonato ad Agata Christie ha uno stile che mette in discussione il concetto stesso di noir.
La presenza di uno scrittore, alter ego di Simone Tempia, spezza una tradizione e ne costruisce un'altra molto intrigante.
Di fatto è come se lo scrittore diventasse lettore e in realtà sarà lui a studiare i personaggi che animano la commedia.
Perché di commedia si tratta e ve ne accorgerete quando entrerete nel vivo della trama.
Una casa isolata dalla neve, nessuna comunicazione con l'esterno, un invito a cena molto ambiguo.
I partecipanti per diversi motivi hanno timore della contessa Franca Mazzucco ma al contempo sanno che da questo incontro possono trarne vantaggio.
La nobildonna viene trovata morta ed inizia la ridda dei sospetti.
Qui l'autore calca la mano e mostra una carrellata di tipologie caratteriali ben delineate.
Lo scrittore si diverte ad invertire ruoli e sembra di essere nel teatro dell'assurdo.
Ma attenzione, questa è la vita narrata con un umorismo molto inglese e con una scrittura irriverente, geniale, fulminea.

Commenti
Posta un commento