"Quattro giorni senza mia madre"
Ramsès Kefi
Atlantide
Perché Amani lascia marito e figlio senza una spiegazione?
Di origini tunisine, vive alla Caverna, periferia parigina, è sposata da tanti anni con Hèdi, ama il suo Salmane, trentaseienne che ha appeso al chiodo il master in storia, preferisce il lavoro in un fast - food, la notte in compagnia degli amici, il rientro a casa dei suoi.
Una famiglia normale senza grandi scosse: i due coniugi in pensione e il ragazzo mai veramente diventato adulto.
La voce narrante di "Quattro giorni senza mia madre", pubblicato da Atlantide e tradotto da Maria Sole Iommi, è affidata a Salmane.
Il romanzo è di una bellezza estrema grazie non solo alla scrittura fluida ma anche grazie alla sincerità e alla purezza del giovane protagonista.
Bisogna risolvere il mistero della fuga e il padre stretto dal panico e dalla rabbia non è di grande aiuto.
Le chiacchierate notturne con l'amico di sempre, Archie, lentamente provocano una nuova consapevolezza e il bisogno di ritrovare la mamma.
Ci vorrà un atto di coraggio per uscire dal guscio sicuro dell'adolescenza e ricomporre i pezzi della storia familiare.
Emergono silenzi che servono a cancellare le origini nella terra abbandonata.
Senza svelare la trama posso affermare che Ramsès Kefi ha scritto un racconto memorabile dove ogni personaggio esce rinnovato, pronto a riaccedere passione e amore.
Un libro dedicato a chi crede di riuscire a dimenticare il passato, a chi ha paura di confrontarsi con l'età adulta, a chi ha smesso di sognare nuovi orizzonti.
Credetemi, l'autore vi conquisterà e nel finale prevedo che vi commuoverete come è successo a me.

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