"Dietro ai cani"
Michéle Pedinielli
Fandango Libri
"Orrori che si possono nominare eccome, che si chiamano guerra, tortura, carestia, dittatura. Davanti all’indifferenza di un Occidente che non si commuove più né di fronte ai salvataggi in mare, né di fronte alla schiuma di un barcone che si è ribaltato. Quando l’ultima frontiera prima dell’Europa inghiotte esseri in fuga. Muoiono tra la Libia e la Sicilia, ma io vedo corpi intatti scivolare fino a qui, portati dalle correnti, per riposare in mezzo alle erbe nere che li trattengono, il viso rivolto verso la superficie troppo lontana."
Torna in libreria la giornalista e scrittrice Michéle Pedinielli con un noir sociale meraviglioso.
"Dietro ai cani", pubblicato da Fandango Libri e tradotto da Luca Bondioli, è ambientato a Nizza ed ha come protagonista Ghjulia Boccanera, soprannominata Diour.
In questa nuova prova letteraria la conosciamo meglio grazie a frammenti del passato.
È una ragazza speciale, irriverente, ironica, molto umana.
Non scade mai nel pietismo ma le sue riflessioni sono fulmini a ciel sereno.
Durante una passeggiata trova il cadavere di un giovane eritreo.
L'inchiesta è seguita dal comandante Santucci ma Diour non è tipa da lasciar correre.
Le montagne che vengono attraversate dagli immigrati nel 1943 furono percorse da coloro che fuggivano dalla furia nazista.
Il romanzo riesce a coniugare passato e presente, a riflettere su razzismo e antisemitismo senza frasi ad effetto e senza retorica.
Finalmente un'autrice che parla di confini, accoglienza, integrazione.
Che denuncia un Occidente che sa solo respingere.
Che ci invita a non perdere lo spirito critico nell'analizzare la Storia e a non dimenticare che cambiano i tempi ma i nemici della democrazia continuano ad esistere.
Vi invito a leggerlo.

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