"Il resto della nostra vita";
Benjamin Marcovits
Einaudi Editore Stile Libero
"Il resto della nostra vita", pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Federica Oddera, è il viaggio interiore di un uomo, Tom Layward.
Nell'età di mezzo capita a tutti di sentirsi alla deriva.
Si ha la necessità di rivedere le proprie scelte, capire se ci sono nuove strade da percorrere.
Il protagonista e voce narrante ha un rapporto di coppia che naviga in acque tormentate per un tradimento avvenuto tanti anni prima.
Ma credo non sia solo questo il motivo della distanza tra i due.
Una differenza culturale ed emotiva spesso può aprire falle che rischiano di creare voragini.
Dopo aver accompagnato la figlia all'università che inizierà a frequentare Tom non torna a casa.
Inizia una peregrinazione che è più una ricerca del passato.
Ogni tappa un incontro che ha significato qualcosa ma nel verificare che qualcosa si è frantumato si continua a cercare forse solo il ragazzo di un tempo.
Il romanzo, finalista al Booker Prize 2025, riserva non poche sorprese.
Costringe a fare i conti con sé stessi e con coloro che hanno fatto parte delle nostre esistenze.
Un finale meraviglioso e molto commovente ci scuote e ci invita ad accettare quel prima che ci ha ferito, a guardare avanti, a stringere le mani che ci cercano, a perdonarci e a perdonare.
Benjamin Marcovits ha una scrittura intensa, che dà spazio ai pensieri intimi.
I suoi personaggi, anche quelli secondari, hanno percorsi e vissuti intriganti.
I paesaggi sono sfumati come un album di cartoline da sfogliare senza fretta.
Una storia che cresce di intensità fino a sommergerci.
E mentre ci sentiamo parte della narrazione capiamo che l'autore ci ha trascinato dentro i nostri dubbi e le nostre fragilità per uscirne più forti.
Questo è il compito della vera letteratura.

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