"Il tempo dei chissà"
Elena Loewenthal
Einaudi Editore
"Scendere dal marciapiede all’avvicinarsi di una faccia conosciuta. Attraversare la strada, abbassare lo sguardo prima che lo facciano gli altri, trattenere l’impulso a portarsi due dita alla falda del cappello, per un cenno di saluto. Tutto cosí, giorno per giorno, da quando ci sono le leggi."
Il passato ritorna e bisogna abitarlo, per imparare, per non dimenticare.
È nelle case, nelle strade, nelle città.
È nel tepore del sole, nel vento che scompiglia e ricrea, nei volti di chi non c'è più.
"Il tempo dei chissà", pubblicato da Einaudi Editore, fa rivivere la Storia in un continuo rimando tra il prima e il dopo.
È la poetica emozionante del ricordo, è ciò che resta, è la vita che scava nei profondi traumi del Novecento.
È un romanzo che ci appartiene, che commuove e fa riflettere.
Sono le ingiuste leggi razziali, è il coraggio di scegliere la montagna per difendere la libertà, è l'amicizia che non conosce ostacoli, è una raccomandata che ti cancella togliendoti la cittadinanza.
Sono momenti di intimità familiare, schegge di esistenze costrette all'esilio.
È un vecchio ascensore che col suo ronzare antico diventa voce, è un palazzo che trasuda parole, è una vedova nostalgica e bislacca.
È l'umanità che si rinnova, è la speranza che la scrittura sia testimonianza.
Elena Loewenthal, studiosa di cultura ebraica, ci regala un gioiello letterario.
Con una scrittura incisiva, attraverso un gioco perfetto di incastri, trasforma la parola in materia viva, i personaggi in compagni di viaggio, quel viaggio che è conoscenza e dovere di riannodare i fili di un tempo da preservare.
Perché la memoria è unica arma contro l'oblio.

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