"L'illusione del vuoto"
Elena Dottini
Longanesi
"Era stanco di quegli equilibri precari, di quella giostra che era la vita. Non sapeva più da che parte stare: prostrato dal mal di vivere o ancora sorretto da alcune, piccole contingenze?"
Si intuisce subito che Elena Dottini, nonostante sia al suo esordio narrativo, saprà intrattenerci.
Sceglie due protagonisti che ci incuriosiscono parecchio: Mantova, finalmente teatro di un'avventura letteraria, e il vicequestore Michele Canfora, sbarcato da otto anni in città dopo aver vissuto in provincia.
L'uomo dietro ad una mole imponente nasconde fragilità legate all'infanzia, ama le attese che riescono a placarlo, è una buona forchetta ed ama i vecchi libri, forniti dall'edicolante Leda Pagani.
Ho avuto la sensazione che Mantova e Canfora abbiano in comune un'inquietudine difficile da definire.
"L'illusione del vuoto", pubblicato da Longanesi, già nel titolo contiene la traccia di un noir che gioca molto sugli smarrimenti esistenziali.
Ad affiancare il poliziotto una squadra decisamente intrigante: l'ispettore Bolgioni, il giovane Elias Tempofosco e il clochard informatore Cartone.
Trovare il colpevole della morte del ventunenne Giacomo Arturi non è impresa facile.
Tra reticenze e false piste il giallo si muove in diagonale.
Ci si accorge che:
"Quando l'hai trovata, la verità è sempre più semplice di come te la saresti immaginata."
Un libro scorrevole, un'indagine psicologica geniale, una trama intrigante e ben congegnata.

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