"Se Dio vuole e i carabinieri lo permettono"
Elias Mandreu
Piemme
"Dovrà indagare su un omicidio, non è per questo che lo Stato la paga? Solo che dovrà andare fino in fondo, anche oltre la verità di comodo che cercheranno di rifilarle. Non dovrà accontentarsi, dovrà arrivare lì» con un gesto teatrale indicò la discarica «dove vanno a finire le cose che vorremmo non esistessero."
Il titolo "Se Dio vuole e i carabinieri lo permettono", pubblicato da Piemme, si rifà ad un vecchio detto sardo.
Siamo in Barbagia in compagnia del maresciallo Mirko Stankovic e la sua squadra composta da gli appuntati Gavino Cossiga e Grazia Maria Deledda.
Devono risolvere un caso molto strano: una morte annunciata.
Ad essere uccisa è l'avvocata Annamaria Marras.
Come mai la vittima intuiva ciò che le sarebbe successo ed aveva avvisato il maresciallo?
Come mai nel suo studio viene trovato un gioiello che era il bottino di una rapina avvenuta anni prima?
In un intreccio di piani temporali si sviluppa un giallo che profuma di Sardegna.
I luoghi, i rituali, le tradizioni diventano materia narrativa e ci permettono di scoprire l'anima dell'isola.
Elias Mandreu è un collettivo formato da Eugenio Annicchiarico, Andrea e Mauro Pusceddu.
Un gruppo che nel lavoro di squadra mostra unità narrativa e una visione complessiva della parola scritta uniforme.
L'uso del dialetto non è eccessivo, è un colore insieme a qualche superstizione e ad alcuni tratti caratteriali dei personaggi.
Mi è piaciuta la scelta di scandire i capitoli in funzione del periodo nel quale avvengono i fatti.
Fluida, corposa, ricca di suggestioni ancestrali la scrittura.
Fate caso ai nomi delle figure narrative: vi ricordano qualcosa?
Buona lettura!!

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