"Cellulosa"
Sofia Pirandello
Edizioni e/o
I ragazzini di Trecase sono parte di un’unica struttura di materia vivente organizzata. Per loro il sangue non conta, a unirli basta la campagna."
Trecase non è solo un piccolo paese dove ci si può permettere di non chiudere le porte, dove le voci corrono veloci, dove la Cartiera è la speranza di tutti.
Leggendo "Cellulosa", pubblicato da Edizioni e/o ho avuto la sensazioni di entrare nel luogo dell'anima, quello spazio che ha il gusto dolceamaro dell'adolescenza.
Se ad una prima impressione può sembrare un romanzo di formazione ci si accorge che il testo ha una forte valenza simbolica.
Futura, Ida, Re Bomba e Pietro crescono negli anni Duemila che è un tempo diverso da quello del loro quotidiano.
Nei loro occhi si coglie la fretta di crescere, nei loro gesti la fatica di liberarsi dall'armatura dei bambini.
"Orlando invece è impermeabile ai battibecchi, è sigillato al suo interno. Pensa alle anche larghe di Futura, alla sua pelle d’ambra, ai capelli mossi e castani, agli occhi chiari, che cambiano colore ma che preferiscono stazionare sui toni del verde."
Accorgersi dell'altra, imparare cosa è il desiderio.
Non sempre si può scegliere e la morte di un ragazzo sul luogo di lavoro è una miccia che esplode.
È ciò che trasforma la rabbia in rivolta mentre l'innocenza si tinge di rosso e quel colore appartiene al tempo nel quale non c'è più spazio per il gioco.
Nel loro gesto che può apparire folle si nasconde il bisogno di cambiare il destino, di far ruotare la storia.
La trama è intensa, emozionante, rivoluzionaria.
La scrittura è misurata, dettagliata, ricca di sfumature psicologiche.
Sofia Pirandello scrive un testo forte, coraggioso, lucido.
Riesce a farci attraversare quel bivio dove sono le nostre azioni a invertire a rotta.
Ci fa ritornare ragazzini che non hanno paura di sfidare la morte, che non si piegano ad una realtà già scritta.

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