"Il cuore d'inverno"
Kevin Barry
Fazi Editore
"Fumo, fiato dell’alba. Incrocio tra Park e Broadway. L’inverno arrivava lentamente a ovest. Mentre era fermo in quel punto parlò un’altra volta con Dio, e provò disprezzo per il mondo – sembra ancora di vederlo, eh?"
Chi è Tom Rourke, protagonista di "Il cuore d'inverno", pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Monica Pareschi?
Un poeta, un avventuriero, un sognatore, un miscredente?
Difficile darne una definizione e chi conosce la scrittura variegata di Kevin Barry sa che i suoi personaggi hanno una personalità stravagante.
Ricorderete Maurice e Charlie in "L'ultima nave per Tangeri" (2020).
Diciamo che Tom può essere considerato un discendente di questa originale coppia.
Il romanzo è ambientato nel 1891 a Butte in Montana, centro minerario dove la vita scorre tra vizi e duro lavoro.
Perfetta la scenografia e un'aria di svagata e sonnolenta realtà.
Donnine allegre, bar, alcolici e droghe fanno da sfondo ad una struttura narrativa che fin da subito sembra un film d'altri tempi in bianco e nero.
Ma quando arriva Polly Gillespie, sposa del capitano della miniera Anthony, la trama ha una brusca virata.
La donna e il giovane Tom vengono divorati dal fuoco della passione e decidono di fuggire insieme.
Lo scrittore come avevo anticipato non si accontenta di sviluppi prevedibili e alla storia d'amore aggiunge un pizzico di avventura.
I due amanti inseguiti da uomini inviati dal marito offeso diventano attori di un western che all'avventura aggiunge una buona dose di umorismo.
Ben articolato il finale ma resta il dubbio che lo scrittore ci abbia voluto regalare una storia di evasione dalla monotonia del quotidiano.
Se rileggiamo alcuni passaggi ci accorgeremo che quello che conta è la libertà di scegliere strade alternative dove il brivido è quella linfa vitale che ci permette di sognare.
L'alchimia è compiuta: un testo dalle tante sfaccettature orchestrate con grande maestria.
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