"Anello, bell'anello"
Franco Brogi Taviani
La Lepre Edizioni
Presentando il suo romanzo con poche essenziali parole lo scrittore, regista e sceneggiatore Franco Brogi Taviani sottolinea che il libro pone domande in questo tempo così complesso.
Mi è piaciuto tanto "Anello, bell'anello", pubblicato da La Lepre Edizioni.
È una storia delicata da leggere senza fretta permettendo alle parole di penetrare nella mente.
Non entra in nessuna categoria di genere ma le comprende tutte.
È un viaggio storico, un film dai colori pacati, un dramma esistenziale, un mistero da risolvere.
Il musicista Corrado Speri in attesa di raggiungere moglie e figlie ad Orbetello riceve dall'Argentina un pacchetto con uno strano anello accompagnato da una videocassetta.
La donna mai vista gli racconta che quell'oggetto appartiene al padre Davide.
Per il protagonista è un colpo che travolgerà la sua esistenza.
Deve trovare l'uomo che lo ha procreato e che lui non conosce.
Inizia un percorso di ricerca che non è solo fisico.
Ad accompagnarlo Rachele, una giovane collega.
Quando l'incontro avviene si entra in una dimensione che mostra la difficoltà del sopravvissuto ai campi di concentramento.
Le parole sono pietre, i gesti raggelati da un'esperienza devastante.
In quel silenzio si concentra il dolore di un'umanità ferita dalla violenza nazista.
Dobbiamo averne rispetto e riempire come fa lo scrittore quel vuoto con la musica.
Tante le simbologie costruite con una scrittura cesellata, elegante.
Franco Brogi Taviani riesce a raccontare l'inenarrabile con sensibilità e umanità.
Un testo che merita di essere promosso e che spero sia partenza di un dibattito sulle analogie tra presente e passato, per imparare a rileggere la Storia con spirito critico, per restituire alle tante vittime la dignità che è stata loro sottratta.

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