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"La figlia preferita" Morgan Dick Fazi Editore

 


"La figlia preferita"

 

Morgan Dick

 

Fazi Editore 


 


Mickey è stata abbandonata dal padre quando era una bambina.

Cerca di nascondere la ferita prendendo le distanze dal prossimo e bevendo.

Ha una sorellastra che ha vissuto con la figura paterna e ne è stata inghiottita.

Le due donne, una insegnante, l'altra psicoterapeuta, non si sono mai incontrate.

Alla morte del padre il testamento è una sorpresa inaspettata.

"La figlia preferita", pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Silvia Castoldi, è un romanzo denso, una commedia dove non mancano i colpi di scena.

La trama è intrigante ma quello che mi ha colpita è la qualità della scrittura che, nonostante i lunghi dialoghi e le deviazioni narrative, mantiene una ottima compattezza ideativa.

Morgan Dick al suo esordio sbalordisce perché mette a nudo i suoi personaggi, ne tratteggia le fisionomie, le vulnerabilità.

Dimostra quanto ingombranti possano essere i rapporti affettivi, quanto sia difficile essere obiettivi quando si ama qualcuno.

Mentre si prefigura il finale i nodi psicologici si sciolgono, le tensioni si allentano, le parole diventano trasparenti.

La storia assorbe il lettore, crea una dipendenza e tanta curiosità.

Che ne sarà delle due donne? Riusciranno a dare un senso nuovo alle loro esistenze, si libereranno dai fantasmi che le hanno rese prigioniere di sé stesse?

Nelle ultime pagine mi sarei aspettata scenari meno prevedibili.

Il libro merita comunque di essere letto perché affronta temi scottanti come la dipendenza, l'abbandono, la capacità di perdonare, il coraggio di ricominciare.

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