"Calde le pere!"
Francesco Guccini
Giunti Editore
"E qui appare nella nostra storia l’unico personaggio veramente autentico, il solo di cui abbiamo certezza di identità, di vitalità, di nome. Gli altri sono fantasmi, figure vane, cui abbiamo regalato, di fantasia, nome, professione e sembianze. L’unico vero personaggio di cui abbiamo certezza è un fiume."
In "Calde le pere Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla", pubblicato postumo da Giunti Editore, ritroviamo la scrittura sorniona di Francesco Guccini.
È un brogliaccio il pretesto per far rivivere un passato che non esiste più.
Non c'è la malinconia poetica delle sue canzoni ma lo spirito burlone di un uomo che ha saputo interpretare la sua terra.
La storia di Lisa e della sua famiglia negli anni trenta è quella di tanti bolognesi poveri ma dignitosi.
Senza svelare le vicende curiose che capitano alla "integerrima fanciulla", credo sia necessario sottolineare una originale critica ad una creduloneria che ancora oggi non è stata sconfitta.
L'autore non nasconde la finzione del testo che è occasione per tornare ragazzo, per ricordare mestieri scomparsi, leggende, deliziosi aneddoti.
Cosa è la memoria? È ciò che resta e che va preservato insieme ai luoghi dell'anima, alle risate, al dialetto.
Con una lingua scanzonata Guccini compone una sonata divertente.
Dagli oggetti alle usanze, al bigottismo, si percepisce il bisogno di travestire la realtà, mostrarne le assurdità.
A lui che ci ha accompagnato per tanti anni insegnandoci ad essere liberi va il mio commosso ringraziamento anche per questo testo che demitizza il tempo andato pur valorizzando le nostre radici.
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