"Crunco"
Mauro Colarieti
Fazi Editore
"È facile essere il re quando sei da solo, lo è ancora di più quando il tuo regno è ormai una necropoli. Lezzago è maledetta o maledizione, forse inferno."
Enea Cruncotti, detto Crunco, e i suoi desideri impossibili.
Il corpo imperfetto e l'attrazione per Sal, fidanzato della sua migliore amica Giuditta.
Lo squallore di incontri clandestini, il vuoto che dilaga mentre le strade deserte sembrano schermi senza luce.
Il suicidio della madre, i silenzi del padre, il lavoro nella macelleria, il timore di rivelare il suo bisogno di amore.
"Guardo mio padre e vedo il mio futuro: un uomo grigio che squarta carni altrettanto grigie. Guardo mio padre e ho paura di riconoscermi."
Mauro Colarieti ha meditato molto prima di scrivere "Crunco", pubblicato da Fazi Editore.
Nelle sue parole vertiginose si percepisce la fatica di chi crede nel potere della letteratura.
Il suo personaggio è emblema di chi nella diversità non ha scampo.
Non è il classico romanzo di formazione, è la spietata analisi di un tempo che va in rovina, si sgretola lentamente distruggendo tutti coloro che non sanno adeguarsi.
L'autore con un guizzo ingegnoso trasforma il testo in un delirio apocalittico collettivo.
Un fuoco che metaforicamente vuole distruggere la mediocrità e la menzogna.
Chi si salverà? Chi riuscirà ad essere finalmente libero dalle gabbie del giudizio altrui?
Una narrazione a tratti dura, necessariamente devastante.
Un linguaggio che è lava che cola, è sangue che libera il dolore e la rabbia, è corpo che implode lasciando solo il pensiero audace, liberatorio, graffiante.

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