"Le leggi dell'amore e della logica"
Debra Curtis
Einaudi Editore
"Il senso di colpa è crudele e ci fa sentire soli."
Che ruolo ha il passato nelle nostre vite?
Si può conciliare amore e razionalità?
Come sfuggire al senso di colpa?
"Le leggi dell'amore e della logica", pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Silvia Carli, riesce a metterci in crisi.
Ambientato negli anni Settanta risente del vento innovativo che si sta insinuando lentamente nel modo di pensare.
Sarà Jane a venirne investita con veemenza mentre la sorella Lily si muove tra due sponde.
Educata da una madre femminista e da un padre che dà molto valore alla scienza, cerca di trovare una via di mezzo.
Un amore giovanile travolgente, il destino che arriva impetuoso e un evento che marchia la coscienza.
Passano gli anni, un matrimonio, la stabilità ma il passato ritorna insieme al senso di responsabilità per ciò che l'ha vista protagonista.
Il romanzo ha una trama ricca ma l'aspetto più interessante è legato alle domande esistenziali che si pone la protagonista.
La relazione tra fede e scienza, il tentativo di espiare, il desiderio di dimenticare, la passione che fa bruciare i sensi.
È attraverso i dialoghi e le azioni che Debra Curtis mette in scena la complessa psicologia dei personaggi.
Il ritmo è lento per dare al lettore la possibilità di entrare nelle dinamiche mentali, negli imprevisti, nei colpi di scena.
Un libro non solo sull'amore ma su ciò che comporta.
Sul tradimento, il matrimonio, l'accettazione dell'altro.
Sui legami familiari, sulla spensieratezza che scompare troppo presto, sulla elaborazione del lutto.
A fare da cornice la poetica di Dostoevskij e la bellezza della natura.
Un testo che lascia il segno, costringe ad assolvere e a perdonare.
Per imparare a non rimanere intrappolati "nella dualità della vita – nelle sue apparenti contraddizioni – tra amore e perdita, fede e scienza, e, soprattutto, tra buio e luce."

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