"Storie d'inverno"
Ingvild Rishøi
Iperborea
Chi ha letto "La porta delle stelle" (Iperborea 2024) avrà il desiderio di conoscere la nuova prova letteraria di Ingvild Rishøi.
Quella voce che sa trasformare le emozioni, il buio in luce, il tormento in speranza torna in "Storie d'inverno", pubblicato da Iperborea e tradotto da Maria Valeria D'Avino.
Tre racconti autentici, carichi di umanità, frutto dell'impegno sociale dell'autrice.
Una madre che si barcamena per sopravvivere insieme alla figlia di cinque anni, un uomo uscito di prigione che dovrà incontrare il figlio e non potrà offrirgli nemmeno un cuscino, tre fratelli che fuggono da Oslo per evitare l'affidamento.
Vite dimezzate che improvvisamente vengono illuminate.
È questa la qualità della scrittrice: mostrare che anche nelle situazioni estreme si trova una via di uscita.
Non racconta favole ma piccole, quotidiane realtà.
È come se il freddo e il gelo dell'inverno riuscissero ad avvolgere in un abbraccio.
Sembra un paradosso ma non dobbiamo dimenticare il valore metaforico delle stagioni in Norvegia.
Siamo immersi nella magia di un mondo che non ha perso la sua umanità.
Ci si commuove di fronte a gesti di solidarietà, di fronte al coraggio di chi pur non avendo nulla ha il cuore pieno di amore.
Un realismo sociale che palpita di poesia, un viaggio che insegna ad esserci per coloro che vivono ai margini.

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