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"Amelia" Anna Burns Keller Editore

 

"Amelia" 

Anna Burns 

Keller Editore 




"Stava vivendo di nuovo una doppia realtà, proprio davanti a sè.

Era a Camden Town a Londra ma nello stesso tempo era a Crumlin Road a Belfast.

La doppia realtà non era, ovviamente, una novità per lei.

Le era già capitato.

E aveva imparato che se non si faceva prendere dal panico, dieci volte su dieci Belfast scompariva."


Ricco di suggestioni, "Amelia", pubblicato da Keller Editore grazie alla traduzione di Elvira Grassi, è un romanzo visionario e inquietante.

Oscilla tra una fantasia sfrenata e una sequenza spazio temporale alterata.

La protagonista che dà il titolo al testo può essere considerata interprete del disagio di una Nazione.

È la voce smorzata di una ragazzina che deve fare i conti con la violenza e la sopraffazione.

È la finzione di un mondo irriconoscibile dove la farsa prende il posto della realtà.

È la smaterializzazione del pensiero che si scinde in immagini sfumate.

È il qui e adesso, la crescita come metamorfosi, la caotica presenza del Male.

È lo squilibrio linguistico che sperimenta un modo nuovo di raccontare la Storia.

È il turbamento di fronte ad un corpo che è solo strumento.

Corpo che sfugge, si fa ombra, cambia forma.

Nelle figure che animano il testo si percepisce l'ambigua presenza del Peccato.

Una macchia che dilaga e si espande creando una sorta di labirinto ideativo.

Vincitore del Winifred Holtby Memorial Prize, finalista al Women's Prize, "Amelia" è il passaggio complesso all'età adulta, è la perdita dell'innocenza, è il conflitto interiore che non cede al ricatto della dimenticanza.

Complimenti ad Anna Burns per la sua scrittura che sa illuminare le zone d'ombra dell'esistenza.

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