"Domani uccideranno Daniel"
Aroa Moreno Durán
Guanda Editore
"Perché la polizia uccideva, il Regime uccideva, e come facevano loro a lasciar perdere."
Mi ha commosso profondamente "Domani uccideranno Daniel", pubblicato da Guanda Editore e tradotto da Roberta Bovaia.
C'è sentimento, partecipazione, desiderio di illuminare la storia, liberarla dall'oblio e dar voce a chi non c'è più.
Daniel, un giovane militante antifascista, ha solo ventiquattro anni quando viene giustiziato.
Ridargli voce significa vanificare la morte, dare dignità e senso alla ribellione di fronte alla violenza della dittatura.
Aroa Moreno Durán si interroga e ci interroga sul valore della memoria.
L'autrice ha interrotto più volte la scrittura e in questa scelta si legge la sofferenza di chi deve trovare le parole giuste, deve fare vibrare il cuore di chi legge.
Diventa lei stessa protagonista quando ripercorre i luoghi del dolore e si impregna di una colpa collettiva.
"Si muore anche quando nessuno volge più lo sguardo indietro. Uno sparo cambia tutto. Un’alba cambia tutto. Per capire tutto, vorrei spiegarmelo."
Se è vero che la letteratura deve smuovere le coscienze, deve raccontare la verità anche quando è scomoda, questo romanzo ha colpito nel segno.

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