"Pecorelle smarrite"
Madeline Cash
Gramma Feltrinelli
"L’amore che un tempo li univa adesso sembrava distante e inaccessibile. Bud aveva interiorizzato il risentimento e si era ritratto sempre più in sé stesso, sempre più nel minivan, a fumare erba e ad ascoltare musica da solo. Spesso si incrociavano in cucina come due estranei in un centro commerciale."
Miglior libro dell'anno per il New York Times, "Pecorelle smarrite", pubblicato da Gramma Feltrinelli e tradotto da Marco Rossari, è la rappresentazione ironica della famiglia disfunzionale.
Dietro una trama libera dagli stereotipi si cela l'analisi sottile del malessere di molte coppie.
Bud e Catherine Flynn con la convivenza hanno trasformato quello che credevano amore eterno in una noiosa routine.
Lui contabile al porto, lei ex artista hanno preferito i silenzi alle parole.
Un accordo di coppia aperta fa esplodere in Bud un risentimento che unito ad un malessere esistenziale lo fa sentire "come un soldatino su un gioco da tavolo, pietrificato sul posto mentre gli altri pezzi si muovevano."
A rendere molto briosa la narrazione sono le tre figlie.
Abigail, diciassettenne, fidanzata con "Wes Crimini di guerra", Louise, quindicenne e Harper, dodicenne, geniale e molto intuitiva.
Attraverso queste bizzarre ragazze scopriamo un universo adolescenziale molto intrigante dove gli adulti hanno un ruolo secondario.
Mi ha colpito molto padre Andrew per le trovate che cercano di adeguare la chiesa alla modernità.
Ho riso molto ed ho riflettuto sul ruolo della religione e sulle influenze dei genitori sulle nuove generazioni.
La trama si sviluppa con colpi di scena e una verve narrativa brillante.
Credetemi, Madeline Cash sa intrattenere i suoi lettori insinuando pensieri che mettono in discussione quelle fragilità che cerchiamo di non vedere.

Commenti
Posta un commento