"Economia dell'imperduto"
Anne Carson
Utopia Edizione
"La negazione accomuna i caratteri di Simonide e di Celan. Espressioni come «no», «non», «mai», «da nessuna parte», «nessuno», «nulla» dominano i loro testi poetici e aprono spazi di lettura senza fondo. Non bianco ma rosso."
Ho riletto con gioia e commozione "Economia dell'imperduto", pubblicato nel 2020 da Utopia Edizione e tradotto brillantemente da Patrizio Ceccaglioli.
Grazie a questo testo dal genere indefinibile mi ero appassionata alla poesia, cercando sempre quell'imperduto da salvare.
Da pochi giorni Anne Carson ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2026 e certamente finalmente in tanti conosceranno le competenze linguistiche, lessicali, antropologiche e letterarie di questa grandiosa intellettuale.
In "Economia dell'imperduto" la poetessa grecista e saggista compie un miracolo.
Permette a due poeti lontani nel tempo di confrontarsi e di trovare un comune denominatore.
Simonide di CEO, vissuto nel VI - V secolo a. C., è il primo ad introdurre "l'economia monetaria", passando dal dono dei suoi frammenti alla vendita degli stessi.
Celan, tedesco romeno, vissuto nel Novecento, introduce "l'economia del linguaggio."
Scrive in tedesco, lingua di coloro che hanno ucciso la madre ebrea, e depura la parola, la reinventa.
Entrambi escono dall'isolamento del sè per appropriarsi di una propria metodologia filologica.
Sono le loro parole ad arrivare a noi e nella interpretazione della Carson scopriamo similitudini e innovazioni.
Ma soprattutto impariamo ad ascoltare il verso, a farlo vibrare, a dare senso ad un colore, ad un oggetto.
Ecco che appare ciò che sembrava perduto.
La scrittrice ci rivela l'incantesimo che ci permetterà di entrare in quell'Altrove culturale attraverso una mappatura filosofica e sperimentale.
Affidiamoci al suo eloquio elegante, colto, raffinato.
Ne saremo estasiati, fidatevi.
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