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Roberto Riccardi incontra @CasaLettori e propone #LaFirmaDelPuparo @EdizioniEO @Sabot_age


5 motivi per leggere La firma del puparo:

 non si diventa verdi (il che potrebbe accadere con Undercover, dato il colore della copertina);

 non si diventa ciechi;

in definitiva non è mai morto nessuno;

paradossalmente potrebbe perfino piacere;

in caso contrario, vi saranno chiesti  5 motivi per non leggerlo.

Note biografiche su Roberto Riccardi
Nato a Bari nel 1966 da famiglia di provata normalità, fin da bambino mostrò preoccupanti segni di propensione alla scrittura. Grazie a un’efficace azione di contenimento a opera di amici e parenti, si riuscì a non fargli pubblicare nulla fino al 2009. Poi la gabbia si aprì: due volumi nel Giallo Mondadori, tre libri sulla Shoah per Giuntina, quindi l’approdo alla Collezione Sabot/age delle edizioni E/O. Pare, ma nessuno a parte Colomba Rossi potrebbe confermarlo, che il suo primo romanzo lì confluito, Undercover (parla di agenti sotto copertura), sia stato pensato in funzione della linea editoriale della Collezione, di sabotaggio delle verità nascoste. Sta di fatto che Riccardi è tornato a scrivere del tenente Liguori con Venga pure la fine (sui criminali di guerra in Bosnia) e La firma del puparo (non è un saggio sul teatro in Sicilia, tratta di mafia e pentiti). Il tutto scandito da un’inspiegabile serie di premi, che lo portano ad aggirarsi per librerie e festival farfugliando frasi del tipo: “Finché vinco gioco”.     

"Da oggi in poi voglio imparare il tuo cuore"




LaFirmaDeLPuparo è Palermo con le sue mille anime
Sicilia che non si arrende
Infanzia segnata dalla quale si può fuggire
Arte e tradizioni, pentimento e paura, orrore e redenzione
Dignità da difendere, pietà per i vinti, intransigenza per i carnefici
A voi lettori il compito di cercare una traccia da seguire
Buona lettura

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