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@rossanacampo racconta a @CasaLettori #DoveTrovereteUnAltroPadreComeIlMio @ponteallegrazie






Uno.
Ho sempre scritto romanzi partendo da mie esperienze, mi sono raccontata indossando le maschere di alter ego letterari. Questa volta volevo scrivere qualcosa senza filtri, volevo togliermi tutti i vestiti, mi sono accorta che è venuta via anche un po’ di pelle.

Due.
È la storia di me bambina e di lui, Renato, mio padre. E di me donna, e ragazzina che ha avuto a che fare con uomo molto speciale, un uomo vitale, libero e sofferente, allegro e inaffidabile, un uomo che è stato il meglio e il peggio che mi potesse capitare, riunito insieme. Ho messo le mani in un territorio difficile da affrontare, a volte è stato come maneggiare dei pezzi di vetro; ma come lettrice ho spesso cercato questo nei libri che leggevo, la sensazione che lo scrittore, la scrittrice mi stesse raccontando qualcosa non facile da dire, qualcosa di non accomodante, capace di portarmi nelle profondità della sua storia, della sua vita. Che avrebbe toccato anche la mia.

Tre.
Mentre provavo a raccontare chi era mio padre, e che cos’ha significato per me essere sua figlia, mi sono accorta che mi stavo aprendo a qualche mia verità; forse avere a che fare con genitori difficili, non convenzionali, un po’ matti è sicuramente doloroso, ma ti apre a molte possibilità.

Quattro.
Come figlia di Renato ho imparato a non vergognarmi di quella che sono e a non conformarmi alle aspettative degli altri, e poi anche che nessuno può essere liquidato con un’etichetta. Gli esseri umani sono sempre molte cose insieme, a volte anche contradditorie, e il meglio e il peggio della vita sono spesso legati, sta a noi decidere cosa farne, del buono e del cattivo che la vita ci mette davanti.

Cinque.
Il viaggio che ho fatto scrivendo questo libro l’ho fatto per me e anche per i miei lettori e per chiunque deve fare i conti con una storia complicata, con un’infanzia incasinata. Ho cercato di abbracciare tutto quanto usciva fuori, tutto di me e di lui, la rabbia e il dolore, la gioia, la speranza e l’amore e alla fine un pensiero mi ha attraversato: le nostre parti randagie e confuse, la nostra vulnerabilità e tutto quello che non mostriamo agli altri perché ci piace sentirci sempre all’altezza e un po’ fighetti, be’, tutta questa roba è preziosa, è la nostra umanità. Potrebbe essere quanto di meglio abbiamo.


Leggere #DoveTrovereteUnAltroPadreComeIlMio rivivendo il pathos emotivo, il coraggio e la determinazione della scrittrice.
Amare quel padre diverso, contraddittorio, inaffidabile e generoso.
Sorridere, piangere, ascoltare la sua voce e lasciarsi investire da quella voglia di assaporare il tempo.
Rossana Campo, con una scrittura sincera, si interroga sul senso della vita, sugli scivolamenti e le risalite.
Scava nella memoria con rabbia e tenerezza, incide i ricordi, li regala al lettore come giardini mai esplorati.
Ci insegna che si può amare guardando in faccia la realtà.
Grazie Rossana



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