"Il dolore dell'oca"
Giuliana Salvi
Einaudi Editore
"Le cose oscure si cercano, si attirano e si mescolano per confondersi. Per non farsi trovare."
Nel risvolto di copertina di "Il dolore dell'oca", pubblicato da Einaudi Editore, c'è una frase che condivido:
"Gli scrittori sono fatti anche per spiazzarci."
È quello che ho provato leggendo il nuovo romanzo di Giuliana Salvi.
Una vertigine, una curiosità mista alla certezza che mi trovavo in compagnia di una storia importante, di quelle che ti si appiccicano addosso, aderiscono al corpo, difficili da dimenticare.
Mi affascina immediatamente la giovane poliziotta Nikita.
La casa ereditata dalla nonna, la gatta, inseparabile compagna, la passione per la senape, il rapporto conflittuale con la madre, la ferita per la morte del padre ed una spavalda indipendenza che fa intravedere in controluce qualcosa di attraente.
Il suo modo di parlare e ricordare, quel corpo che lancia segnali, il rosso dei capelli, il sonno che non viene e poi quell'incontro sul cavalcavia.
Una ragazza sta per buttarsi e Nikita accorre, parlano, sono attimi frenetici e poi succede il peggio.
Fresia diventa un ossessione, un bisogno ancestrale di capire quel gesto estremo.
Inizia un percorso che nessuno può fermare, una discesa verso una landa oscura.
Mi sento trascinata in un'avventura che ha il sapore del noir ma che lentamente svela una trama che travalica ogni genere.
La psicologia contorta dei personaggi, la colpa e l'incapacità di perdonarsi, i segreti che affiorano come macchie che si allargano e ci sfidano a non fermarci.
Ad un tratto una rivelazione che lascia senza parole, una verità che ci fa trattenere il respiro.
Inquietante e bellissimo, ricco di pathos e di introspezioni, Giuliana Salvi ancora una volta ha scritto un romanzo perfetto.

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