"I ragazzi di sessantacinque anni"
Romolo Bugaro
Einaudi Editore
"Hanno passato i sessanta. La gioventú gli è rimasta attaccata addosso come una colla, ormai hanno capito che non andrà piú via."
Suggerisco di leggere "I ragazzi di sessantacinque anni", pubblicato da Einaudi Editore, a cui non ha raggiunto questa metà perché aiuta a comprendere i tic, le ossessioni, i ritmi di genitori, amici, nonni.
Per chi invece si trova già costretto in questo spazio temporale questo libro è essenziale.
Con uno stile ironico e a tratti spietato Romolo Bugaro racconta quella fase dell'esistenza dove non si è più giovani e non si accetta di essere vecchi.
"Com’è possibile che nessuno si accorga che in realtà hanno quindici anni? Incredibile che nessuno se ne accorga."
Tanti Peter Pan inquieti si aggirano in un universo che non comprendono.
Fuori dai giochi di potere, si guardano intorno, osservano i coetanei, provano a dimenticare il tempo che passa ma su di loro incombono inciampi fisici e una lentezza nel pensare.
Frequentano cinema, teatro, feste e come marionette restano ai margini di una società che corre, corre senza tregua.
E l'amore, il rapporto di coppia?
"Restano insieme senza dirsi granché, scorrono le notizie sul cellulare o leggono un libro nel salotto dove gli occhi sorridenti di loro stessi da giovani, nelle fotografie disseminate qua e là, li guardano senza vederli, senza sapere che esistono ancora."
Tutto si sfibra, si annebbia ma loro continuano a fare ginnastica tre volte la settimana, ad ascoltare musica che non fa parte del loro repertorio, a cercare di restare a galla.
Mi è piaciuta la divisione in capitoli, la leggerezza di una scrittura che analizza e non giudica, la puntualità nel percepire il dualismo di una generazione.
Avendo già sforato i sessantacinque anni mi sono rivista ed ho sorriso alla me ormai bianca che non vuole arrendersi e che con incedere lento prova a correre.
Un libro intelligente che mostra in uno specchio chi e cosa siamo diventati.

Commenti
Posta un commento