Passa ai contenuti principali

"Impressioniste" Martina Corgnati Nomos




L'arte come affrancamento di genere: Martina Corgnati, direttrice della Scuola di Beni Culturali di Brera, con "Impressioniste", colma "un vuoto bibliografico" e attraverso una ricerca appassionata restituisce visibilità e voce a quattro artiste che hanno "raccontato le irripetibili combinazioni di luce e forme, di colori e di segni". 
Apprezziamo "il linguaggio pittorico soffice e disarticolato" di Berthe Morisot, la immaginiamo emozionata mentre espone alla prima mostra degli Impressionisti, delusa per le pesanti critiche. 
"Cosa se ne fa uno delle regole? Niente che valga la pena." In queste parole si concentra il pensiero e la determinazione di una grande artista.
Eva Gonzalés, fiera, ambiziosa, allieva di Chaplin e di Manet, riesce ad acquisire timbri cromatici personali.
In "Il sonno" la fluidità delle pennellate restuisce sacralità all'universo onirico.



Di Marie Bracquemond conosciamo le difficoltà quotidiane che non le impedirono di rinunciare alla sua passione. Docile ma al contempo decisa ad esprimere le sue convinzioni estetiche. 
Il rapporto tra forma e colore, la capacità di cogliere la vita a distanza ravvicinata, la trasparenza del diafano nel ritratto aprono una finestra di luce.
Amante del teatro Mary Cassatt seppe interpretare le coordinate spaziali con tanta originalità.
Il sorriso in "Il té alle cinque" è invito a cogliere il cambiamento di un femminile che non si piega a pose artefatte. 

Il libro, pubblicato da Nomos, è arricchito dalle opere più significative, dalla ricostruzione del linguaggio espressivo, dai singoli vissuti. Finalmente si celebra il talento di donne coraggiose, dimenticate "dai percorsi comunicativi", ancora capaci di ricordarci che bisogna ripartire dalla valorizzazione di una "Cultura Universale".

Commenti

Post popolari in questo blog

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"La Cecilia" Michela Panichi Nottetempo Editore

  "La Cecilia"  Michela Panichi  Nottetempo Editore  Riconoscere il proprio genere o accettare la propria diversità. È questo il dilemma di Cecilia durante la sua vacanza ad Ischia. Vuole capire cosa si nasconde dietro la sensualità, quali cambiamenti fisici e mentali avvengono in pubertà. A rendere più complessa la sua ricerca c'è il rapporto complicato dei genitori. Lui il traditore, lei pronta a non vedere. L'incontro con Alba si trasforma in un'attrazione vertiginosa e nella scelta di fingersi maschio. "La Cecilia", finalista alla XXXVII edizione del Premio Italo Calvino, pubblicato da Nottetempo Editore, è una storia delicata, introspettiva. È lo specchio dell'adolescenza che deve fare i conti con l'età adulta nella solitudine. È l'aggressività che spesso è semplice paura. È l'assenza di figure di riferimento, l'incapacità di raccontarsi. Michela Panichi è interprete di un disagio e dando voce a Cecilia ci aiuta a comprendere i n...