"Wishbone"
Laia Jufresa
SUR
"Ogni esistenza ha il suo nucleo, il suo fulcro, il suo epicentro da cui tutto sgorga e a cui tutto torna."
Le parole di Maggie O'Farrell sono una perfetta introduzione ad un testo innovativo, sperimentale, simbolico.
Intrecci del tempo dal dopo al prima.
Città che si sfiorano attendendo chimere.
Strane coincidenze e sintonie emotive.
Due donne così lontane così vicine.
Tor Sima e il suo Museo del Colore.
Entrarvi e provare l'emozione e il palpito di essere invasi, riempiti.
Uscirne frastornati ma liberi.
Vica, segretaria ad Edimburgo.
Cosa le unisce?
Leggendo "Wishbone", pubblicato da SUR e tradotto brillantemente da Giulia Zavagna, si sfiora un universo parallelo, si è colti dalla meraviglia.
Affiorano ferite e traumi ma la luce è balsamo efficace.
L'arte assume sembianze simboliche, si libera dagli schemi, diventa parte di noi.
I polpi ci afferrano e stringendo creano una strana alchimia tra corpo e anima.
La scrittrice messicana Laia Jufresa, dopo il successo internazionale di "Umami" ci abbaglia, ci fa deragliare verso scenari mai visti.
Nel misterioso gesto della creazione anche noi ci sentiamo rinati.

Commenti
Posta un commento