"Le rivoluzioni di Jacques Kostas"
Olivier Guez
La Nave di Teseo
Il protagonista di "Le rivoluzioni di Jacques Kostas", pubblicato da La Nave di Teseo e tradotto da Simona Mambrini, è l'antieroe per eccellenza.
Figlio di due medici ebrei molto stimati dalla comunità, sfugge ad una cultura religiosa che lo annoia e diventa un giramondo.
Lo seguiamo in avventure strampalate da una città all'altra inseguendo sogni impossibili, imprese irrealizzabili.
Cerca l'amore ma con le donne non riesce a creare un legame stabile.
Gira su sè stesso come una marionetta e ci chiediamo se ci sarà un approdo.
Oliver Guez ha una scrittura frenetica, divertente ma dietro questa facciata si nasconde la conoscenza profonda dell'ebraismo e delle sue contraddizioni.
Questo è il suo primo libro e certamente risente delle influenze letterarie di Philip Roth, che considera maestro.
Trova uno stile personale che in parte attinge all'autobiografia e in parte dipinge la delegittimazione dell'Io.
In questa figura così esuberante, a tratti nevrotica, fantasiosa e immatura leggiamo una instabilità generazionale, un bisogno di liberarsi dall'ingombro del passato, una sete di sperimentazione.
Il finale offre una chiave di lettura di grande attualità.
Un interrogativo che deve farci riflettere sul senso del conflitto israelo - palestinese, sulle rigidità religiose, sulle appartenenze territoriali.
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