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"Questo è per tutti Storia di un'invenzione e del suo futuro" Tim Berners - Lee Mondadori

 


"Questo è per tutti

 

Storia di un'invenzione e del suo futuro"

 

Tim Berners - Lee

 

Mondadori 



 

"Il World Wide Web viene ora utilizzata da più della metà della popolazione mondiale. È una delle invenzioni di maggior successo di tutti i tempi. Proprio come speravo, ha permesso il fiorire della creatività e dell’espressione umana, e penso che siamo solo all’inizio. In effetti, credo che l’unico limite a quel che si può creare in rete sia la nostra stessa immaginazione."

In "Questo è per tutti Storia di un'invenzione e del suo futuro", pubblicato da Mondadori, Tim Berners - Lee racconta la sua invenzione.

Lo fa con un'umiltà e una semplicità che lasciano senza parole e rifacendosi al titolo utilizza un linguaggio accessibile a tutti.

È bellissimo il racconto della sua formazione prima in famiglia e poi all'università.

È commovente il ricordo dei genitori che curarono la sua crescita culturale stimolandone la curiosità.

"Il punto focale della casa non era la televisione, bensì una grande libreria dorata con le ante di vetro che conteneva l’Encyclopaedia Britannica, atlanti, i libri di matematica di papà e le opere complete di William Shakespeare."

Era il 1990 quando nei laboratori del CERN di Ginevra ideò una rete capace di connettere persone e paesi.

Oggi a distanza di anni ci mette in guardia.

"Sfortunatamente, in anni recenti, oltre a tutta la creatività, l’emancipazione e la collaborazione che amo del web, una piccola ma significativa parte di esso – le forme di social media che creano dipendenza – si è moltiplicata, trasformandosi in qualcosa di fuorviante, tossico e abitudinario. Tutto ciò è molto lontano dalla mia visione."

Il rischio che le piattaforme si impossessino dei nostri dati, che i paesi totalitari diffondano disinformazione, che i social creino dipendenza è reale.

Molto interessante il rapporto dell'uomo con l'intelligenza artificiale che deve favorire la creatività e non spegnerla.

Il saggio mi ha convinto perché apre un dibattito serio, scientifico e soprattutto invita a "costruire strumenti e sistemi che diano ancora una volta potere agli individui."

Leggetelo, imparerete tanto.

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