"Mani sbagliate"
Mark Billingham
Fazi Editore
Può un thriller scatenare tante risate?
Succede se l'autore è Mark Billingham, brillante inglese, vincitore di premi prestigiosi, tradotto in molti paesi.
Prima di dedicarsi alla scrittura è stato cabarettista e da questo dipende la sua irresistibile ironia.
Sceneggiatore e attore è certamente una figura poliedrica, tratto che emerge nei suoi romanzi.
Mi aveva appassionato molto "L'ultimo ballo" ( Fazi 2025), dove compare per la prima volta il detective Miller.
Questa nuova avventura pubblicata da Fazi Editore e tradotta da Sabina Terziani, è stupefacente.
Qui la personalità del poliziotto è delineata meglio.
Eccentrico, amante del paradosso, pensatore di assurde fantasie, in dialogo continuo con la moglie, anche lei poliziotta, uccisa mesi prima, poco incline a seguire le regole: fidatevi, lo amerete molto.
Siamo a Blackpool e il nostro protagonista insieme a Sara Xiu si trova coinvolto nel furto di una valigetta che contiene due mani mozzate.
Non aspettatevi scene horror ma il pretesto per costruire un noir che indaga su una delle famiglie più malavitose.
Ancora una volta una concatenazione di eventi e un gioco di incastri anche dialettici ci mostrano i bassifondi e le connessioni e le rivalità tra bande.
C'è un passaggio nel libro che mostra la sensibilità del protagonista che solo all'apparenza è chiuso nel suo universo strampalato.
L'originalità di Billingham sta nell'ideare non l'uomo infallibile e perfetto ma colui che riesce a risolvere il caso con un fiuto infallibile e una capacità di riunire fili che non sembrano accostabili.
Il finale lascia aperta una porta che riguarda il privato del nostro antieroe e quindi spero che ci sarà presto una nuova puntata.

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