"Lucciola"
Natalia Litvinova
La Tartaruga
"Narrare è allungare il presente affinchè si tocchi con la leggenda."
Natalia Litvinova, nata in Biolorussia nel 1986 ed emigrata in Argentina, editrice e poetessa affermata, racconta il disastro di Chernobyl dopo aver raccolto per anni frammenti di storie familiari.
"Lucciola", pubblicato da La Tartaruga e tradotto da Elisa Tramontin, vincitore del Premio Lumen, non è il solito resoconto di una tragedia immane.
È l'esperienza di un vissuto difficile da cancellare, è l'isolamento di una bambina che essendo stata sottoposta alle radiazioni può essere contagiosa.
Il romanzo, diviso in tre parti, narra l'infanzia radioattiva, un emozionante dialogo con la nonna, sfuggita alla persecuzione dei nazisti e la migrazione in Argentina.
Ne esce una storia a più strati che attraverso una scrittura sincera, umoristica, molto poetica, ci permette di non dimenticare non solo il fatto drammatico ma coloro che ne furono coinvolti.
Il titolo è legato al nome che veniva dato alle persone costrette ad evacuare, nella convinzione che potessero illuminarsi.
Con una prosa lirica l'autrice mostra il divario tra le vittime di un dramma collettivo e coloro che con leggerezza e mancanza di sensibilità isolano ed escludono.
Bellissime le figure femminili che sono paladine della resistenza.
Un libro che spero sia letto perché segna un percorso che trasfigura l'indicibile.

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