"Tutto il furore"
Valentina Mira
Feltrinelli Editore
"La guerra era nelle case e nelle teste, prima ancora che fuori. I conflitti all’estero servivano solo a tenere ben salde, gestibili, giustificabili, le guerre dentro, come se le missioni belliche non fossero che uno sfogo, una proiezione sull’Altro di quel che ci si ostinava a non risolvere in sé."
"Tutto il furore", pubblicato da Feltrinelli Editore, ha delle riflessioni profonde che ci riguardano tutti.
È un'analisi lucida della contemporaneità attraverso lo sguardo di una generazione schiavizzata da un sistema che distrugge i sogni.
Nina, impiegata in un call center di una piccola casa editrice che truffa i clienti, vorrebbe diventare scrittrice.
Scarica la tensione con un gioco "Call of Duty" e prova a sentirsi imbattibile.
Dall'altro lato dello schermo Davide, col corpo di adolescente.
Dionisia, studentessa di psicologia, attratta da Marco, ritornato dall'Afghanistan dove
"gli era entrato in corpo dell’uranio impoverito."
A dominare la scena è la Multinazionale: "balena e moscerino insieme, grossa da fermare il sole ma nascosta nel suo operare, come di chi sia intento a prendere il miele dal corpo del leone."
La scrittrice e giornalista Valentina Mira denuncia la schiavitù e la precarietà del lavoro, la solitudine che cerca sollievo nei siti di incontri e nei giochi online.
"Fantasticare era comunque meglio che “vivere il momento presente”, come suggerivano i guru su TikTok."
In questa corsa senza meta si apre uno spiraglio ed è questo il messaggio che ci regala l'autrice attraverso un romanzo corale bellissimo e molto reale.

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